Unfinished Museum

Il Livello Verde

Francesca Lozar, 1989, Italia
  • Francesca Lozar
  • 1989
  • Incompiuto per ora - Progetti
  • Frammenti di rocce, formate per consolidamento di antichi sedimenti marini; sega circolare e lapidello per produrre le sezioni di roccia da studiare al microscopio.
  • 016/2020
  • Pezzi mancanti per 10-15 milioni di anni.
  • Francesca Lozar

Il “Livello Verde” è una ricerca iniziata durante la preparazione della tesi di laurea e poi interrotta, o meglio lasciata in sospeso. Le rocce stratificate raccontano la storia della Terra, come se fossero le pagine di un libro, per capirla dobbiamo interpretarne la “scrittura “ e sperare che il “libro” sia completo. Qualche volta periodi molto lunghi non sono rappresentati negli strati, come le pagine strappate di un libro, o lo sono solo in parte, come pagine cancellate. Il livello verde rappresenta un momento geologico che non è stato conservato negli strati. Al posto dei sedimenti che avrebbero raccontato un lungo periodo di tempo, ci sono piccoli grani di un minerale verde (glauconite) e piccoli frammenti di rocce che sono state erose e non esistono più nella loro posizione naturale. Il livello verde è stato individuato nella zona occidentale del Veneto.

Perché manca questa informazione, cosa può averla cancellata? Perché non abbiamo questi sedimenti? É come se in un grande libro fossero state strappate delle pagine e ci chiediamo, perché passiamo da pagina 50 a 200? Cosa è successo e dove sono le pagine mancanti del libro? Grazie allo studio dei fossili, finora abbiamo capito quali “pagine” mancano e proviamo ad immaginare cosa abbia causato l’assenza di sedimenti in quell’area. Nello stesso periodo l’oceano Atlantico era in forte espansione e veniva prodotta moltissima crosta oceanica; questi movimenti hanno iniziato a spingere la zolla africana verso l’Europa, e questo ha portato infine alla collisione tra i due continenti Europa e Africa e alla formazione delle Alpi. Ci piacerebbe capire meglio se la nostra ipotesi, che il movimento di convergenza abbia fatto sì che interi pacchi di strati siano stati portati via dall’erosione, a causa dell’incremento dei terremoti; questi, scuotendo i fondali marini, hanno innescato il rimescolamento di sedimenti non ancora consolidati con altro materiale più recente che viene poi depositato altrove. 

Per ricostruire tutta la storia, mancano però molti pezzi, c’è un’interruzione e “pezzi” mancanti per 10-15 milioni di anni. Come possiamo fare per colmare queste lacune? E quando il sedimento non c’è, allora il ricercatore deve muoversi sul territorio, cercare altri siti vicini per vedere se lì trova conservati gli strati mancanti che aiutano a ricostruire la storia nascosta nel livello verde. Sappiamo cosa è successo in altre parti del mondo, ma qui in Italia mancano i sedimenti necessari a ricostruire i dettagli. Se avessimo il sedimento capiremmo meglio quando sono avvenuti gli eventi che hanno causato le frane sottomarine e portato altrove i sedimenti che oggi mancano. Il primo posto dove abbiamo trovato qualche pezzo mancante è sul monte Altissimo di Nago sul lago di Garda, ma le informazioni sono tutte rimescolate con sedimenti molto più giovani ed è difficile ricostruire la cronologia e gli eventi successi. Il “livello” è uno straterello di roccia di dieci cm sul monte Altissimo, mentre riempie antiche gallerie scavate da piccoli granchi sul fondale marino, al monte Pastelletto; esso rappresenta quindi, in 10 cm di spessore, qualcosa come 8-10 milioni di anni; il tempo è condensato, come le pagine incollate del nostro libro. Provare ad aprirle significa rimettere nel giusto ordine la strana associazione di fossili che contiene, provare a colmare le lacune con deduzioni e interpretare i pochi indizi che conserva, anche se poco leggibili, per capirne la genesi. 

L’ho chiamato il livello verde per via del colore della roccia studiata, ricca di glauconite, che è appunto un minerale verde.

Nella mia tesi di laurea era un argomento solo sfiorato ed ha per me una valenza importante perché è una domanda che mi sono fatta ed è ancora senza risposta. Mi ha sempre intrigato e con un mio collega abbiamo più volte pensato che avremmo continuato la ricerca e risolto il mistero. Negli anni l’abbiamo ripresa con due tesisti purtroppo con esiti non particolarmente brillanti. É il simbolo dell’incompiuto nella mia attività di ricercatrice in geologia; oggi sono impegnata su altro, ma posso ancora farcela, ho davanti almeno una decina di anni di lavoro e so che potrò un giorno riprenderne lo studio.


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